associazione nazionale autori radiotelevisivi e teatrali

 

Comunicato Stampa Proformat RFF - 02/12/2016
Programma Convegno_20_02_2017
Comunicato su polizza assicurativa SIAE - 30/06/2016
Cari Associati, come ricorderete l’Anart si è sempre battuta in Siae per il ripristino della polizza assicurativa e per la soluzione della questione del Fondo di Solidarietà. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato, i cui tempi sono ingiustificatamente lunghi e per i quali non possiamo fare altro che indignarci, anche come cittadini, stiamo ottenendo nel frattempo un allargamento dei possibili percettori del contributo solidaristico periodico. Vi scriviamo però per comunicarvi che l’Anart, insieme alle Associazioni Autorali ACEP, AIDAC, COMITATO MILLESOCI, FEDERAZIONE AUTORI (SNAC, SOSLAVORATORI SPETTACOLO, INDIPENDENTI), L’ASSOCIAZIONE, MAP, UNCLA, UNEMIA, ha ottenuto il ripristino della polizza assicurativa a favore degli associati SIAE. Non è, come la precedente, una forma di assistenza sanitaria erogata direttamente da Siae, a causa del divieto imposto a SIAE dall’attuale normativa ad erogare direttamente forme di previdenza ed assistenza. La SIAE ha quindi ricercato una convenzione che potesse risultare vantaggiosa per i propri associati e mandanti, specialmente riguardo alla fascia di età più avanzata. Si è costituito così un Gruppo di lavoro ad hoc composto da Stefano Vacca Maggiolini e Linda Brunetta per Anart, supportato in Consiglio di Gestione da Biagio Proietti e da Alessandro Angrisano, Mariagrazia Maxia, Paola Perilli, Paolo Franchini, Vito Tommaso, Antonino Biocca, Silvia Villevieille Bideri e Massimo Cantini, affiancati da Stefano Vacca Maggiolini (associato ANART ed esperto assicurativo), dal consulente SIAE Gian Marco Committeri e dal Direttore dell’Ufficio SAM-URP Maria Cristina Callegarini. Il Gruppo di lavoro ha esaminato le varie proposte optando, migliorandola, per quella offerta dalla Società di Mutuo Soccorso “Cesare Pozzo” di Milano con la quale il Direttore Generale Gaetano Blandini ha da poco sottoscritto un’ ottima convenzione a favore degli associati, mandanti, mandatari, dipendenti e loro famigliari per ricevere aiuti, sussidi e rimborsi per spese sanitarie sostenute per prevenzione e cure. La prima grande caratteristica di tale polizza è che non prevede la visita medica di ingresso fino ad 80 anni, condizione prevista dalla maggior parte delle altre polizze presenti sul mercato e che di fatto preclude dalla copertura, se non a costi esorbitanti, tutte le persone già affette da patologie anche non gravi e/o di età avanzata. Un’altra importante caratteristica riguarda la possibilità di estendere la polizza ai coniugi o ai conviventi more-uxorio e ai figli fino al 25° anno, nonché quelli con età superiore se permanentemente inabili al lavoro e non percettori di reddito e, laddove si decida di essere sottoscrittori anche della forma di assistenza aggiuntiva tutela figli, quelli tra 25 e 35 anni, purché residenti sotto lo stesso tetto del socio; Inoltre sarà possibile pagare la polizza anche in due rate semestrali, ovvero per i soli Associati, Mandanti e Dipendenti di poter pagare anche tramite delega alla SIAE per la trattenuta mensile/semestrale delle somme a loro dovute. Sono previste 4 diverse tipologie di polizze sottoscrivibili, ognuna con un proprio costo e con specifiche prestazioni previste. Si parte da un costo convenzionato di 100 euro per le prestazioni base, fino ad arrivare a 1.400 euro per una polizza che comprende innumerevoli prestazioni. Ci è stato comunicato che dovrebbe essere possibile stipulare le polizze anche per i restanti 6 mesi del 2016, pagando la metà. Per ogni informazione è possibile visitare il seguente link http://mutuacesarepozzo.org/SIAE dove sono spiegati tutti i dettagli e dove sono presenti i vari moduli. Inoltre è possibile richiedere assistenza a SIAE utilizzando i seguenti canali: – assistenza dedicata Live Care sui social attivo ogni martedì e giovedì, dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – via mail scrivendo a info.cesarepozzo.sam@siae.it oppure a info.autorieditori@siae.it – via telefono chiamando l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 06/59905100 E’ possibile rivolgersi anche direttamente alla Cesare Pozzo scrivendo a infocenter@mutuacesarepozzo.it oppure chiamando l’Info Center al numero 02/667261. Potete consultare sul sito Siae il comunicato ufficiale. Cordiali saluti Linda Brunetta ( Presidente Anart) e tutto il Direttivo
Comunicato Stampa Vincitori Concorso Pro Format - 27/06/2016
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO: “Gli Autori Italiani contro l’esenzione del Diritto d’Autore nello spettacolo dal vivo” 16/05/2016
Lo schema di legge, in discussione al Senato, relativo all’attuazione della Direttiva 2014/26/UE (C.D. Barnier), delega il Governo a «prevedere forme di riduzione o di esenzione dalla corresponsione dei diritti d’autore riconosciute a organizzatori di spettacoli dal vivo con meno di 100 partecipanti, ovvero con giovani esordienti titolari di diritti d’autore, nonché in caso di eventi o ricorrenze particolari individuati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, garantendo che, in tali ipotesi, la Società italiana degli autori ed editori remuneri in forma compensativa i titolari dei diritti». Non si comprende per quale ragione, per rilanciare il mercato della musica, del teatro, della danza e di tutto il settore dello spettacolo dal vivo, le nostre categorie, che sono quelle che forniscono il bene primario necessario per la costruzione di uno spettacolo (cioè l’opera da eseguire, rappresentare o interpretare) dovrebbero essere espropriate a beneficio degli imprenditori della propria remunerazione che dovrebbe, invece, essere garantita. In nessun caso si dovrebbe parlare di “esenzioni”. Per assurdo: sarebbe come dire che per rilanciare il mercato dell’auto gli operai che montano la Panda dovrebbero rinunciare al proprio stipendio per ridurre i costi aziendali e incrementare le vendite. Inoltre, non è possibile che la SIAE garantisca il compenso agli autori danneggiati dall’emendamento, compensandoli, del tutto illegittimamente, con proventi di altri autori raccolti per altre utilizzazioni. Il rilancio del settore dello spettacolo dal vivo va fatto cercando di aiutare gli imprenditori e gli operatori culturali con sgravi fiscali e art bonus, non imponendo il taglio o la riduzione dei compensi degli autori. Peraltro, il provento da diritto d’autore è una spesa che ha pari dignità rispetto a tutti gli altri costi dell’organizzazione di uno spettacolo (energia elettrica, costi di gestione o produzione, bevande, ecc. ): perché, lo diciamo provocatoriamente, intervenire solo su quella? Il diritto d’autore rappresenta e garantisce la remunerazione del creativo, sancita dalla Dichiarazione Universale del Diritto dell’Uomo e da numerose convenzioni internazionali. Si può invece ragionare su particolari forme di riduzione delle tariffe, in casi limitati, e comunque verificabili in modo concreto, con riduzioni che non devono ledere il diritto a un compenso dignitoso, penalizzare determinate eccellenze culturali (come il teatro, il jazz, la musica e la drammaturgia contemporanee) o i giovani autori che cercano di farsi strada in questo difficile ambiente. La categoria si rende disponibile a individuare insieme al MIBACT quei casi di riduzione per eventi o manifestazioni che non dovranno comunque avere scopo di lucro. Le associazioni e i sindacati degli autori e dei compositori, in rappresentanza di oltre 22.000 lavoratori creativi italiani: ACEP, AIA – Associazione italiana artisti, ANAC, ANART, ASAE, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC, Comitato dei millesoci SIAE, FELSA–CISL, L’Associazione, MAP, Note Legali, SLC–CGIL, SOS MUSICISTI, UNCLA.
Comunicato Stampa Concorso Pro Format - 19/04/2016
Relazione Carlo Freccero ANART - 09/03/2016
CONVEGNO AUTORI E FORMAT - Museo teatrale Siae-Burcardo 18 gennaio 2016 RELAZIONE DI CARLO FRECCERO Un autore può cimentarsi direttamente con la fiction. Ed allora è tutto un altro discorso. Tutti gli altri hanno, grosso modo, due compiti, scrivere testi e dialoghi per le star, oppure ideare in toto un programma producendo un nuovo format o adattando e ibridando format già esistenti sul mercato. Io ho provato anche ad interrogarmi su cosa faccia di un programma un successo e ho stilato una serie di punti e regole. Dovendo farlo oggi in questo convegno "Autori e Format" inserirei un elemento ulteriore: lo storytelling. Per cui vediamo che la narrazione, tipica della fiction, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. E' destino quindi degli autori confrontarsi con la narrazione, diventare narratori anche quando studiano programmi che, apparentemente hanno a che fare con altri generi: i game, i talent, i talk. Penso allo stotytelling come ad una specie di super genere che ha colonizzato da tempo tutti i generi televisivi. Ma cosa intendo per storytelling? Se parliamo di narrativa, lo storytelling è l'atto stesso del narrare utilizzando le regole della retorica e della narratologia. Se usciamo dal suo campo specifico lo storytelling diventa una tecnica per promuovere prodotti, idee, tesi politiche. L'uso del termine in questa chiave esplode con il libro di Christian Salmon "Storytelling. La fabbrica delle storie" Salmon si rende conto di un cambiamento che attraversa ormai tutta la comunicazione ed il marketing. Per cominciare, per coinvolgere emotivamente un potenziale cliente o elettore, non devo parlare alla sua ragione, ma coinvolgerlo affettivamente, toccando le corde dei suoi sentimenti. E' un percorso che la pubblicità ha iniziato da tempo, abbandonando la descrizione, anche in chiave elogiativa del prodotto, per rivolgersi solamente all'interlocutore virtuale, suggerendo stili di vita. Non ti sto proponendo un puro e semplice oggetto, per quanto utile e funzionale. Ti propongo qualcosa che interpreta il tuo stile di vita, perché tu vali. Questo stesso marketing è stato applicato alla politica, a partire da una vera e propria rivoluzione. Durante le ultime campagne elettorali americane i potenziali elettori non venivano più contattati in base alla loro professione di fede democratica o repubblicana, ma in base a stili di vita che rispondono con più oggettività alle loro vere tendenze. Gli oggetti, le nostre scelte economiche, raccontano una storia, ma, reciprocamente raccontare storie fa vendere prodotti, cattura intenzioni di voto. Quanto parlare al cuore, all'immaginazione anziché alla nostra mente razionale, coincide con l'uscita dalla modernità, e con l'affermazione del mito dell'intelligenza emotiva; se ci riflettiamo, anche con l'affermazione liberistica che solo l'individuo è una realtà oggettiva. Per indagare un soggetto collettivo, come una classe, ci vuole una scienza come la sociologia, per parlare all'interiorità dell'individuo, bisogna toccare le corde dell'emotività e dell'immaginazione. Oggi l'interesse per il privato prevale sulle grandi narrazioni. Dopo la strage di Parigi, gli stessi telegiornali, accanto all'analisi delle cause e alla ricostruzione degli eventi, hanno dato grande spazio all'emotività, sia alla storia pregressa delle vittime, che agli eventi della loro morte, per arrivare ai sentimenti dei sopravvissuti e all'emozione collettiva di condividere l'evento più emotivamente che razionalmente. Lo storytelling è dunque un'arma per vendere o per persuadere parlando direttamente non alla ragione, ma ai sentimenti del potenziale interlocutore. Ma che cosa serve in televisione? Cosa può venderci? Ci vende la trasmissione stessa, rende meno asettico e più coinvolgente qualsiasi genere, dal talent, al talk, al game. Vi dirò di più. Lo storytelling, lo svelamento della storia individuale è sempre più il centro di tutti i generi di trasmissioni, che si stanno progressivamente trasformando per accedere al privato dei protagonisti. E se prendo la mappa dei generi e sottogeneri, alla base di tutti questi possiamo ipotizzare la presenza di un mega genere che li comprende tutti, lo storytelling. Prendiamo per caso un programma, "C'è posta per te" noi possiamo cogliere in diretta un'emozione che si manifesta sotto i nostri occhi. Tutti sappiamo che c'è simulazione, che le storie sono "pettinate" per renderle più emozionanti, ma, a differenza della fiction che si cattura per immersione in un universo estraneo, nel reality scatta una immedesimazione dovuta all'illusione del reale. Mia mamma leggeva un femminile che si chiamava "Confidenze" c'erano novelle scritte in terza persona. Poi c'erano le storie scritte in prima persona come un diario. Era evidente la funzione di entrambe, ma le novelle parlavano di personaggi importanti, nobili e ricchi. Le storie vere premevano il tasto della immedesimazione presentando scenari modesti e personaggi quotidiani e, per questo più credibili. Lo stesso vale per il reality, dove a vincere non è il migliore, ma chi suscita più empatia, e per i talent, dove l'abilità oggettiva è solo un pretesto per raccontare storie di vita passata o costruire storie romantiche in diretta, sotto gli occhi delle telecamere. E lo stesso vale per i talk che si avvicinano sempre di più al privato, mentre i talk politici conoscono un declino. Lo stesso vale da tempo anche per l'informazione, a cui si è affiancato il gossip trasformandosi in infotainment, proprio per sfruttare la magia della narrazione interiorizzata. E dopo aver colonizzato tutti i generi di programmi, lo storytelling si sta creando un genere proprio, un genere di narrativa non fiction ma REAL. Oggi è possibile costruire storie credibili di gente normale, di vite. Riporto una citazione di Ryan Stradal, autore di reality, che dice "...per produrre una singola ora di reality tv servono centinaia di ore di riprese e alla fine il montaggio definitivo è molto simile nella sua struttura narrativa alla tv di finzione..."
2017 2016 1/2 2016 2/2
© 2017 ANART
associazione nazionale autori radiotelevisivi e teatrali
Comunicato Stampa Proformat RFF - 02/12/2016
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Comunicato su polizza assicurativa SIAE - 30/06/2016
Cari Associati, come ricorderete l’Anart si è sempre battuta in Siae per il ripristino della polizza assicurativa e per la soluzione della questione del Fondo di Solidarietà. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato, i cui tempi sono ingiustificatamente lunghi e per i quali non possiamo fare altro che indignarci, anche come cittadini, stiamo ottenendo nel frattempo un allargamento dei possibili percettori del contributo solidaristico periodico. Vi scriviamo però per comunicarvi che l’Anart, insieme alle Associazioni Autorali ACEP, AIDAC, COMITATO MILLESOCI, FEDERAZIONE AUTORI (SNAC, SOSLAVORATORI SPETTACOLO, INDIPENDENTI), L’ASSOCIAZIONE, MAP, UNCLA, UNEMIA, ha ottenuto il ripristino della polizza assicurativa a favore degli associati SIAE. Non è, come la precedente, una forma di assistenza sanitaria erogata direttamente da Siae, a causa del divieto imposto a SIAE dall’attuale normativa ad erogare direttamente forme di previdenza ed assistenza. La SIAE ha quindi ricercato una convenzione che potesse risultare vantaggiosa per i propri associati e mandanti, specialmente riguardo alla fascia di età più avanzata. Si è costituito così un Gruppo di lavoro ad hoc composto da Stefano Vacca Maggiolini e Linda Brunetta per Anart, supportato in Consiglio di Gestione da Biagio Proietti e da Alessandro Angrisano, Mariagrazia Maxia, Paola Perilli, Paolo Franchini, Vito Tommaso, Antonino Biocca, Silvia Villevieille Bideri e Massimo Cantini, affiancati da Stefano Vacca Maggiolini (associato ANART ed esperto assicurativo), dal consulente SIAE Gian Marco Committeri e dal Direttore dell’Ufficio SAM-URP Maria Cristina Callegarini. Il Gruppo di lavoro ha esaminato le varie proposte optando, migliorandola, per quella offerta dalla Società di Mutuo Soccorso “Cesare Pozzo” di Milano con la quale il Direttore Generale Gaetano Blandini ha da poco sottoscritto un’ ottima convenzione a favore degli associati, mandanti, mandatari, dipendenti e loro famigliari per ricevere aiuti, sussidi e rimborsi per spese sanitarie sostenute per prevenzione e cure. La prima grande caratteristica di tale polizza è che non prevede la visita medica di ingresso fino ad 80 anni, condizione prevista dalla maggior parte delle altre polizze presenti sul mercato e che di fatto preclude dalla copertura, se non a costi esorbitanti, tutte le persone già affette da patologie anche non gravi e/o di età avanzata. Un’altra importante caratteristica riguarda la possibilità di estendere la polizza ai coniugi o ai conviventi more-uxorio e ai figli fino al 25° anno, nonché quelli con età superiore se permanentemente inabili al lavoro e non percettori di reddito e, laddove si decida di essere sottoscrittori anche della forma di assistenza aggiuntiva tutela figli, quelli tra 25 e 35 anni, purché residenti sotto lo stesso tetto del socio; Inoltre sarà possibile pagare la polizza anche in due rate semestrali, ovvero per i soli Associati, Mandanti e Dipendenti di poter pagare anche tramite delega alla SIAE per la trattenuta mensile/semestrale delle somme a loro dovute. Sono previste 4 diverse tipologie di polizze sottoscrivibili, ognuna con un proprio costo e con specifiche prestazioni previste. Si parte da un costo convenzionato di 100 euro per le prestazioni base, fino ad arrivare a 1.400 euro per una polizza che comprende innumerevoli prestazioni. Ci è stato comunicato che dovrebbe essere possibile stipulare le polizze anche per i restanti 6 mesi del 2016, pagando la metà. Per ogni informazione è possibile visitare il seguente link http://mutuacesarepozzo.org/SIAE dove sono spiegati tutti i dettagli e dove sono presenti i vari moduli. Inoltre è possibile richiedere assistenza a SIAE utilizzando i seguenti canali: – assistenza dedicata Live Care sui social attivo ogni martedì e giovedì, dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – via mail scrivendo a info.cesarepozzo.sam@siae.it oppure a info.autorieditori@siae.it – via telefono chiamando l’Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 06/59905100 E’ possibile rivolgersi anche direttamente alla Cesare Pozzo scrivendo a infocenter@mutuacesarepozzo.it oppure chiamando l’Info Center al numero 02/667261. Potete consultare sul sito Siae il comunicato ufficiale. Cordiali saluti Linda Brunetta ( Presidente Anart) e tutto il Direttivo
Comunicato Stampa Vincitori Concorso Pro Format - 27/06/2016
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO: “Gli Autori Italiani contro l’esenzione del Diritto d’Autore nello spettacolo dal vivo” 16/05/2016
Lo schema di legge, in discussione al Senato, relativo all’attuazione della Direttiva 2014/26/UE (C.D. Barnier), delega il Governo a «prevedere forme di riduzione o di esenzione dalla corresponsione dei diritti d’autore riconosciute a organizzatori di spettacoli dal vivo con meno di 100 partecipanti, ovvero con giovani esordienti titolari di diritti d’autore, nonché in caso di eventi o ricorrenze particolari individuati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, garantendo che, in tali ipotesi, la Società italiana degli autori ed editori remuneri in forma compensativa i titolari dei diritti». Non si comprende per quale ragione, per rilanciare il mercato della musica, del teatro, della danza e di tutto il settore dello spettacolo dal vivo, le nostre categorie, che sono quelle che forniscono il bene primario necessario per la costruzione di uno spettacolo (cioè l’opera da eseguire, rappresentare o interpretare) dovrebbero essere espropriate a beneficio degli imprenditori della propria remunerazione che dovrebbe, invece, essere garantita. In nessun caso si dovrebbe parlare di “esenzioni”. Per assurdo: sarebbe come dire che per rilanciare il mercato dell’auto gli operai che montano la Panda dovrebbero rinunciare al proprio stipendio per ridurre i costi aziendali e incrementare le vendite. Inoltre, non è possibile che la SIAE garantisca il compenso agli autori danneggiati dall’emendamento, compensandoli, del tutto illegittimamente, con proventi di altri autori raccolti per altre utilizzazioni. Il rilancio del settore dello spettacolo dal vivo va fatto cercando di aiutare gli imprenditori e gli operatori culturali con sgravi fiscali e art bonus, non imponendo il taglio o la riduzione dei compensi degli autori. Peraltro, il provento da diritto d’autore è una spesa che ha pari dignità rispetto a tutti gli altri costi dell’organizzazione di uno spettacolo (energia elettrica, costi di gestione o produzione, bevande, ecc. ): perché, lo diciamo provocatoriamente, intervenire solo su quella? Il diritto d’autore rappresenta e garantisce la remunerazione del creativo, sancita dalla Dichiarazione Universale del Diritto dell’Uomo e da numerose convenzioni internazionali. Si può invece ragionare su particolari forme di riduzione delle tariffe, in casi limitati, e comunque verificabili in modo concreto, con riduzioni che non devono ledere il diritto a un compenso dignitoso, penalizzare determinate eccellenze culturali (come il teatro, il jazz, la musica e la drammaturgia contemporanee) o i giovani autori che cercano di farsi strada in questo difficile ambiente. La categoria si rende disponibile a individuare insieme al MIBACT quei casi di riduzione per eventi o manifestazioni che non dovranno comunque avere scopo di lucro. Le associazioni e i sindacati degli autori e dei compositori, in rappresentanza di oltre 22.000 lavoratori creativi italiani: ACEP, AIA – Associazione italiana artisti, ANAC, ANART, ASAE, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CeNDIC, Comitato dei millesoci SIAE, FELSA–CISL, L’Associazione, MAP, Note Legali, SLC–CGIL, SOS MUSICISTI, UNCLA.
Comunicato Stampa Concorso Pro Format - 19/04/2016
Relazione Carlo Freccero ANART - 09/03/2016
CONVEGNO AUTORI E FORMAT - Museo teatrale Siae-Burcardo 18 gennaio 2016 RELAZIONE DI CARLO FRECCERO Un autore può cimentarsi direttamente con la fiction. Ed allora è tutto un altro discorso. Tutti gli altri hanno, grosso modo, due compiti, scrivere testi e dialoghi per le star, oppure ideare in toto un programma producendo un nuovo format o adattando e ibridando format già esistenti sul mercato. Io ho provato anche ad interrogarmi su cosa faccia di un programma un successo e ho stilato una serie di punti e regole. Dovendo farlo oggi in questo convegno "Autori e Format" inserirei un elemento ulteriore: lo storytelling. Per cui vediamo che la narrazione, tipica della fiction, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. E' destino quindi degli autori confrontarsi con la narrazione, diventare narratori anche quando studiano programmi che, apparentemente hanno a che fare con altri generi: i game, i talent, i talk. Penso allo stotytelling come ad una specie di super genere che ha colonizzato da tempo tutti i generi televisivi. Ma cosa intendo per storytelling? Se parliamo di narrativa, lo storytelling è l'atto stesso del narrare utilizzando le regole della retorica e della narratologia. Se usciamo dal suo campo specifico lo storytelling diventa una tecnica per promuovere prodotti, idee, tesi politiche. L'uso del termine in questa chiave esplode con il libro di Christian Salmon "Storytelling. La fabbrica delle storie" Salmon si rende conto di un cambiamento che attraversa ormai tutta la comunicazione ed il marketing. Per cominciare, per coinvolgere emotivamente un potenziale cliente o elettore, non devo parlare alla sua ragione, ma coinvolgerlo affettivamente, toccando le corde dei suoi sentimenti. E' un percorso che la pubblicità ha iniziato da tempo, abbandonando la descrizione, anche in chiave elogiativa del prodotto, per rivolgersi solamente all'interlocutore virtuale, suggerendo stili di vita. Non ti sto proponendo un puro e semplice oggetto, per quanto utile e funzionale. Ti propongo qualcosa che interpreta il tuo stile di vita, perché tu vali. Questo stesso marketing è stato applicato alla politica, a partire da una vera e propria rivoluzione. Durante le ultime campagne elettorali americane i potenziali elettori non venivano più contattati in base alla loro professione di fede democratica o repubblicana, ma in base a stili di vita che rispondono con più oggettività alle loro vere tendenze. Gli oggetti, le nostre scelte economiche, raccontano una storia, ma, reciprocamente raccontare storie fa vendere prodotti, cattura intenzioni di voto. Quanto parlare al cuore, all'immaginazione anziché alla nostra mente razionale, coincide con l'uscita dalla modernità, e con l'affermazione del mito dell'intelligenza emotiva; se ci riflettiamo, anche con l'affermazione liberistica che solo l'individuo è una realtà oggettiva. Per indagare un soggetto collettivo, come una classe, ci vuole una scienza come la sociologia, per parlare all'interiorità dell'individuo, bisogna toccare le corde dell'emotività e dell'immaginazione. Oggi l'interesse per il privato prevale sulle grandi narrazioni. Dopo la strage di Parigi, gli stessi telegiornali, accanto all'analisi delle cause e alla ricostruzione degli eventi, hanno dato grande spazio all'emotività, sia alla storia pregressa delle vittime, che agli eventi della loro morte, per arrivare ai sentimenti dei sopravvissuti e all'emozione collettiva di condividere l'evento più emotivamente che razionalmente. Lo storytelling è dunque un'arma per vendere o per persuadere parlando direttamente non alla ragione, ma ai sentimenti del potenziale interlocutore. Ma che cosa serve in televisione? Cosa può venderci? Ci vende la trasmissione stessa, rende meno asettico e più coinvolgente qualsiasi genere, dal talent, al talk, al game. Vi dirò di più. Lo storytelling, lo svelamento della storia individuale è sempre più il centro di tutti i generi di trasmissioni, che si stanno progressivamente trasformando per accedere al privato dei protagonisti. E se prendo la mappa dei generi e sottogeneri, alla base di tutti questi possiamo ipotizzare la presenza di un mega genere che li comprende tutti, lo storytelling. Prendiamo per caso un programma, "C'è posta per te" noi possiamo cogliere in diretta un'emozione che si manifesta sotto i nostri occhi. Tutti sappiamo che c'è simulazione, che le storie sono "pettinate" per renderle più emozionanti, ma, a differenza della fiction che si cattura per immersione in un universo estraneo, nel reality scatta una immedesimazione dovuta all'illusione del reale. Mia mamma leggeva un femminile che si chiamava "Confidenze" c'erano novelle scritte in terza persona. Poi c'erano le storie scritte in prima persona come un diario. Era evidente la funzione di entrambe, ma le novelle parlavano di personaggi importanti, nobili e ricchi. Le storie vere premevano il tasto della immedesimazione presentando scenari modesti e personaggi quotidiani e, per questo più credibili. Lo stesso vale per il reality, dove a vincere non è il migliore, ma chi suscita più empatia, e per i talent, dove l'abilità oggettiva è solo un pretesto per raccontare storie di vita passata o costruire storie romantiche in diretta, sotto gli occhi delle telecamere. E lo stesso vale per i talk che si avvicinano sempre di più al privato, mentre i talk politici conoscono un declino. Lo stesso vale da tempo anche per l'informazione, a cui si è affiancato il gossip trasformandosi in infotainment, proprio per sfruttare la magia della narrazione interiorizzata. E dopo aver colonizzato tutti i generi di programmi, lo storytelling si sta creando un genere proprio, un genere di narrativa non fiction ma REAL. Oggi è possibile costruire storie credibili di gente normale, di vite. Riporto una citazione di Ryan Stradal, autore di reality, che dice "...per produrre una singola ora di reality tv servono centinaia di ore di riprese e alla fine il montaggio definitivo è molto simile nella sua struttura narrativa alla tv di finzione..."
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